Seppellire in modo sostenibile

Onoranze Funebri Favero, seppellire in modo sostenibile

Le sepolture green alternative ai metodi classici

Il tema della sostenibilità diciamolo è un evergreen, non passa mai di moda; ed è proprio di green che parliamo oggi nel nostro articolo. In un mondo che si sta muovendo in direzioni sempre più attente al territorio, basti pensare alla COP28 di Dubai che ha recentemente approvato ad un’unanimità il primo accordo sul clima che chiede l’abbandono dei combustibili fossili, noi al momento siamo gli unici esseri sulla terra in grado di inquinare anche dopo la nostra morte.

Sì, perché diversi studi hanno dimostrato che tutti i tradizionali riti funebri hanno un notevole impatto sull’ambiente, inquinando e consumando suolo. Detto ciò, non significa che siano da abbandonare, ma sicuramente si possono continuare a migliorare per cercare di renderle il meno impattanti possibile sull’ambiente.

Come afferma Caitlin Doughty, impresaria di pompe funebri e fondatrice dell’organizzazione non profit Order of the Good Death, le tecniche funerarie sono rimaste essenzialmente immutate nel corso degli anni, ma oggi esistono diverse alternative.

Ma quindi, cosa possiamo fare noi per evitare di peggiorare la situazione? Intanto capire quale sepoltura fa al caso vostro, che significa informarsi. Sì perché siamo troppo abituati a pensare che si tratti di un argomento distante da noi, che non ci toccherà nel breve periodo, ma non è così, rischia di diventare solo un impegno delegato alla famiglia già provata dal lutto. In secondo luogo quindi, se possibile, pianificare in anticipo in che modo si dovrà svolgere il proprio funerale.

Onoranze Funebri Favero, seppellire in modo sostenibile - acquamazione

Quali sono le soluzioni green?

Le diverse opzioni proposte spaziano in diversi settori, noi oggi vi portiamo qualche esempio.

Acquamazione

L’acquamazione, a volte chiamata idrolisi alcalina, è un processo a base d’acqua, che riduce i resti in polvere e li restituisce alla famiglia. Nell’atto pratico, il processo avviene all’interno di una camera in acciaio inossidabile pressurizzata per circa 8 ore. Quello che viene fatto è collocare il corpo all’interno di una capsula ermetica e, grazie ad una soluzione alcalina di acqua e idrossido di potassio, gli organi e i tessuti riescono a sciogliersi una volta raggiunto una determinata temperatura.

Completato il processo, i resti vengono raccolti e sottoposti ad un processo di essiccazione, dando vita alle ceneri che solitamente vengono restituite alle famiglie. Oltre alle ossa quel che rimane è un liquido trasparente dal colore simile al tè in cui non rimangono tracce di DNA e può essere disperso senza creare alcun danno all’ambiente.

Purtroppo questa tecnica non è ancora consentita in Italia, solo pochi stati degli USA la permettono. La tecnica infatti è diventata sempre più famosa anche grazie al fatto che è stata scelta dall’Arcivescovo Desmond Tutu, attivista anti-apartheid e premio Nobel per la pace: fra le sue volontà c’era proprio la richiesta di una bara il più economica possibile e lo scioglimento del suo corpo in acqua.

Capsula Mundi

Capsula Mundi è un’urna biodegradabile a forma di uovo. La persona che ha intenzione di utilizzare questa tipologia di sepoltura dovrà scegliere in precedenza la specie di albero che vorrà far crescere sopra le proprie ceneri; questa scelta però è parzialmente vincolata anche in base al luogo dove si vuole essere sepolti, questo per non andare ad intaccare le condizioni di pH del terreno. Una volta scelto, si può scegliere il colore della capsula – attualmente bianca o sabbia – e si inseriscono dentro le ceneri del defunto.

Questa opzione di utilizzare le ceneri è una prima fase di sperimentazione, la prospettiva è che in futuro si possa mettere direttamente il corpo del defunto, collocato in posizione fetale, per rendere la sepoltura ancora più green.

I Designer di Capsula Mundi, Anna Citelli e Raoul Bretzel, hanno raccontato il progetto così: “Il progetto Capsula Mundi nasce da una riflessione sul ruolo del design. In una cultura distante dalla natura e sovraccarica di oggetti per ogni esigenza della vita, la morte è spesso vissuta come un tabù. Noi pensiamo che questo passaggio inevitabile, così denso di significati, non sia la fine ma l’inizio del percorso di ricongiunzione alla natura.

Partendo da queste considerazioni, abbiamo deciso di ridisegnare la bara (un oggetto pressoché dimenticato dal mondo del design), utilizzando materiali ecologici e riferendoci a dei simboli di vita, laici e universali, quali l’uovo, la posizione fetale e l’albero.

Albero dopo albero, il cimitero diventerà un bosco, un luogo libero da segni e da architetture commemorative. Un posto in cui andare a passeggiare o portare i bambini a riconoscere le diverse essenze. Un bosco custodito e protetto dalla collettività: un bosco sacro”.

Eternal Reef

Eternal Reef è una eredità permanente per ricordare il passaggio di una persona e dare un aiuto all’ambiente.

Eternal Reef fa parte di un progetto più grande portato avanti dalla Reef Ball Foundation: consiste nella salvaguardia dei litorali, della flora e fauna marina, il ripopolamento ittico, la conservazione marina. Le cosiddette Reef Ball sono moduli forati a forma di campana creati in calcestruzzo. Nel caso del progetto Eternal Reel, a questo materiale naturale vengono aggiunte le ceneri del defunto, un mix che permette di mantenere del pH neutro senza causare danni all’ambiente.

Una volta che i cari avranno aggiunto alla Reef Ball i loro ricordi per il defunto, essa verrà portata sul fondo del mare, fornendo un nuovo habitat per la vita marina.

Reef Ball Italia ha già dato il via a diversi progetto in aree differenti della nostra penisola, soprattutto legati alla salvaguardia delle coste, ma quello che forse deve ancora prendere piede è il progetto Eternal Reef.

La fine… del discorso

Come avete avuto modo di leggere, le possibilità per le sepolture green sono molte, e non sono neanche tutte quelle elencate qui, ce ne saranno molte altre da approfondire, e noi lo faremo. Quello che ci piacerebbe passarvi con questo articolo è l’idea che la morte non è la fine: come dimostrano tutti questi ambiziosi progetti, dalla morte nasce la vita, noi siamo parte della natura e anche dalla nostra morte può nascere la vita.

Vi lasciamo con le parole di un Poeta che sicuramente spiega in modo magistrale questo concetto nel suo brano Via del Campo: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” (e anche qui potremmo dire che è vero il contrario, visto i nuovi processi di diamantificazione delle ceneri).

Onoranze Funebri Favero - Via Capecelatro 55 – 20148 Milano - P.IVA: 10095990965 | Cookie Policy | Privacy Policy | Powered by SWI

Chatta con noi