L’uso dei fiori nei rituali funebri

Onoranze Funebri Favero, Il significato dei fiori

Una storia che attraversa i secoli

Al giorno d’oggi è prassi comune regalare una corona di fiori freschi in caso di morte d’una persona cara o un parente, così come depositare fiori in fase di sepoltura al cimitero. Per chi è di fede cattolica è una cosa più che normale, anzi, un atto di gentilezza e vicinanza ai parenti del defunto.

Ma siamo sicuri che si tratti di una pratica recente? Tutt’altro! Di testimonianze ce ne sono moltissime nell’arco dei secoli, la relazione fra il mondo vegetale, la morte e la sepoltura è veramente antica. Scopriamole insieme.

Onoranze Funebri Favero, Il significato dei fiori - Cerimonia funebre

Le origini storiche di questa tradizione funeraria

La primissima testimonianza arriva da un paese del Medio Oriente, l’Iraq: insieme ad 8 scheletri neandertaliani sono state trovate tracce di polline, che una volta analizzate hanno dimostrato essere fiori deposti insieme ai corpi. Un uso simile poi è stato fatto anche in Egitto, in particolare con la mummia di Ahmos, ritrovato ornato di ghirlande fatte con foglie di salice e di delfinio. In altre tombe sono state trovate tracce anche di altre piante quali rosmarino, menta, alloro, mirto.

Un altro esempio molto famoso? Gli asfodeli. Omero nell’Odissea li definisce le piante degli Inferi. Gli antichi greci infatti erano soliti bruciare i corpi dei defunti in delle pire per poi tumulare i resti in una tomba in cui venivano depositato gli asfodeli e delle monete; queste ultime note come pagamento per Caronte, il traghettatore delle anime dei morti verso l’Aldilà.

Ma di questi esempi ne abbiamo ancora molti, che riguardano diversi popoli e periodi storici: per il mondo greco-romano le conifere (alberi sempreverdi) erano allegoria di immortalità; così come il tasso nel nord Europa o il sorbo nella regione della Gallia.

Ma possibile che la Chiesa abbia accettato questi riti di buon grado pur essendo connessi a riti pagani? La risposta, come prevedibile, è no: in un primo momento cercò di combattere queste usanze, credendo addirittura che le piante causassero danni igienici impedendo la circolazione dell’aria. Fu solo con l’arrivo del XIX secolo che la Chiesa finì con l’accettare gli alberi nei cimiteri. E per fortuna diremmo noi, altrimenti non ci sarebbero stati capolavori come il Cimitero di Père-Lachaise di cui vi abbiamo parlato in un nostro precedente articolo.

Ecco quindi svelato il mistero del legame tra i fiori e il riposo eterno. Ma non fermiamoci qui, andiamo anche a scoprire quali sono i significati nascosti dietro un fiore.

Il significato dei fiori

Prima di cominciare ci teniamo a fare un piccolo disclaimer, come si suol dire: ovviamente l’argomento che tratteremo ora non ha nessun fondamento scientifico, piuttosto una base storica dalla quale tutto è derivato. Ve la raccontiamo brevemente prima di scoprire il ciascun significato.

Il linguaggio dei fiori, o florigrafia, rappresenta un modo di comunicare particolare, una sorta di linguaggio crittografato dove i fiori assumono un significato particolare e si fanno portavoce e simbolo di parole non dette, di pensieri e sensazioni. Questa tradizione di associare alla vegetazione un significato particolare ha origini antiche, se ne parla addirittura nella Bibbia ebraica (Tanakh) e più nello specifico nel Cantico dei cantici.

È poi in epoca vittoriana, periodo in cui cresce l’interesse per la botanica, che diviene molto più comune utilizzare i fiori, soprattutto per mandare messaggi d’amore, per esplicitare sentimenti che non si sarebbero mai potuti raccontare. Questo linguaggio cifrato era noto anche dall’altra parte del mondo, in Giappone, dove il linguaggio dei fiori viene chiamato hanakotoba.

Un sentimento per ogni fiore

Fatte le dovute premesse, e scoperta la storia della florigrafia, andiamo ora a vedere quali significati si nascondono dietro un fiore. Vi proponiamo quelli che solitamente vengono scelti durante un funerale.

Partiamo subito con il fiore che per eccellenza viene considerato adeguato per un’occasione funebre in Italia, il crisantemo. Le sfumature di significato sono diverse ma quelle più note sono: dolore, tristezza, ma anche rispetto e lealtà.

Ci sono poi i garofano, che in base al colore cambia il significato: solitamente il bianco è quello più utilizzato per un lutto, e il significato è innocenza, amore puro e buona fortuna. Se si opta invece per un colore rosa, significa affetto e memoria.

I gigli rappresentano invece nobiltà d’animo, purezza e gentilezza; le orchidee sono molto rappresentative se si vuole sottolineare un forte senso di amicizia. La calla è l’immortalità, la dalia la forza, l’eleganza e la dignità. C’è poi l’ortensia e la gerbera che rappresentano rispettivamente gratitudine e forza vitale.

Un altro fiore molto spesso usato è la rosa: simbolo di amore, quando rossa, mentre nella sua sfumatura bianca assume il significato di purezza e rispetto per il defunto.

Questo breve excursus sul significato dei fiori, come detto, comprende solo quelli che solitamente vengono scelti in caso di funerali, ma non sono i soli e unici a venir scelti; anzi! Il nostro consiglio infatti è proprio questo: scegliere quello che si preferisce o che il defunto ha lasciato detto grazie alla pianificazione del proprio funerale. Perché non scegliere un bel mazzo di campo? O magari, ancora meglio, il fiore preferito del defunto.

Di fatto, non ci sono regole da rispettare: c’è un defunto, ci sono i suoi cari e c’è il desiderio di far sentire la propria vicinanza: che sia con un canonico mazzo di crisantemi o addirittura una pianta, non ci sono problemi, l’importante è mandare il messaggio giusto.

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